Chiedi alla polvere by John Fante, Rolando Ravello, Emons Edizioni

By John Fante, Rolando Ravello, Emons Edizioni

Arturo Bandini, ventenne italoamericano, è a l. a. in cerca di fortuna come scrittore. Ha grandi ambizioni e giusto spirito d'osservazione. Ma poi l. a. vita lo prende consistent with mano e l'incontro con Camilla, un'avvenente cameriera messicana, spariglia le carte. Fante, nel più riuscito dei suoi romanzi, ci porta according to le strade della megalopoli negli anni '30, in compagnia del suo adjust ego letterario.

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To dwell in a pristine land . . . roam the desert . . . construct a house. . . . hundreds of thousands have had such goals, yet Richard Proenneke lived them. here's a tribute to a guy who carved his masterpiece out of the past.

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Buonanotte, Jean, buonanotte. Ricordo un altro luogo e un'altra ragazza. Oh, com'era bella, quella creatura del lontano Minnesota. Ed era anche di buona famiglia. Sicuro, tesoro. Riversa pure nelle mie stanche orecchie tutta la storia della tua buona famiglia. Eravate molto ricchi, quando arrivò la Depressione. Ah, che storia triste, una vera tragedia. E adesso lavori qui, in questo buco della Quinta Strada e ti chiami Evelyn, povera Evelyn, e anche i tuoi si sono trasferiti qui, e hai una sorellina che è una delizia, non come le solite barbone che girano in questi posti, un angelo di ragazza, e mi chiedi se voglio conoscerla.

Tornai di corsa al mio posto d'osservazione, in attesa che arrivasse il postino. Quando lo vidi svoltare l'angolo, capii di aver commesso un errore. Gli corsi incontro e lo fermai. Ero stato io a mandare quel telegramma, gli dissi, ma ora avevo cambiato idea. «Ho sbagliato» confessai, ma non mi ascoltò. Era alto e aveva la faccia segnata dall'acne. Gli offrii dieci dollari. Scosse il capo e sorrise con aria enfatica. Salii a venti dollari, poi a trenta. «Nemmeno per dieci milioni» mi disse. Tornai nella mia penombra e rimasi a guardarlo mentre consegnava il telegramma.

Lo ignorai e uscii. La sua auto era una Ford decappottabile del '29 con l'imbottitura che usciva a ciuffi dalle fodere dei sedili, i paraurti ammaccati e niente tetto. Mi sedetti e mi guardai attorno. Sfogliai il libretto di circolazione. Era intestato a Camilla Lombard, non a Camilla Lopez. Quando arrivò al posteggio era con qualcuno, ma non riuscii a distinguere chi fosse, perché era molto buio, non c'era la luna e nell'aria stagnava un velo di nebbia. Si avvicinarono e mi accorsi che si trattava del barista alto.

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